Il checkup gratuito del sito
Che voto prende il tuo sito?
Metti l'indirizzo e in mezzo minuto hai il voto, con dentro cosa vede Google, come va dal telefono e quali protezioni mancano.
Il checkup gratuito del sito
Metti l'indirizzo e in mezzo minuto hai il voto, con dentro cosa vede Google, come va dal telefono e quali protezioni mancano.
Chi non capisce in cinque secondi chiude la pagina e va dal concorrente.
Un sito fermo fa pensare che sia ferma anche l'azienda.
Ogni ricerca in cui non ci sei è un cliente che chiama un altro.
Il sito lento paga due volte: i visitatori scappano e Google lo fa scendere.
Un sito senza inviti è un depliant: si guarda e si posa.
Il checkup gratuito del sito
Il voto è gratis, e non chiediamo nemmeno la mail.
Il report fatto a mano
Il voto e le misure, subito in pagina. Lo rifai quando vuoi.
La verifica completa in 25 aree: ogni voto con la sua prova, e le correzioni in ordine di gravità. Per esempio:
Qui sotto le trovi tutte e 25, una per una. Il report arriva per posta elettronica entro 48 ore.
Lo legge il tuo tecnico e sa cosa fare, o lo mandi a noi e lo facciamo noi!
Com'è fatto
Un report vero, con nome, settore e riferimenti sostituiti. Cinque pagine: il punteggio medio, la pagella delle 25 aree con la prova accanto a ogni voto, e gli interventi in ordine di urgenza — ognuno col tempo che richiede e la nota per il tecnico.
Sfoglia il report di esempioOgni area ha un voto da 0 a 5, la prova che lo giustifica e la correzione da fare. Aprile una per una:
Chi non capisce in cinque secondi chiude la pagina e va dal concorrente.
In cinque secondi sulla home si deve capire chi sei, cosa fai e per chi. Se hai cent'anni di storia e in home non c'è l'anno di fondazione, ti presenti come l'ultimo arrivato.
La storia è l'unica cosa che i concorrenti nuovi non possono comprare: se non la racconti, il vantaggio lo regali.
Una pagina per la storia: date, foto d'archivio, generazioni. La scheda su assocentenari.it che non porta al sito, e viceversa, butta via fiducia.
Senza prove, chi compra si fida di chi le mostra.
Recensioni, certificazioni, premi, clienti: numeri verificabili, non aggettivi. Un premio vinto e mai messo in pagina non esiste.
Chi trova due versioni non sa quale sei davvero, e nel dubbio non compra.
Stesso nome, logo e dati su sito, Google e social. Un logo vecchio sul profilo Google e uno nuovo sul sito sembrano due aziende.
Un refuso in home dice al cliente quanta cura ci metti nel resto.
Refusi, accentate rotte, frasi da traduttore: le pagine si rileggono a mano, una per una. Una «È» che diventa «Ãˆ» resta in pagina per mesi senza che nessuno se ne accorga.
Google tratta le pagine fatte in serie come spam, e le fa sparire dai risultati.
Guardiamo se il testo è generato in serie: frasi fotocopiate, brochure vuota, calchi dall'inglese. «Un'esperienza unica dove la tradizione incontra l'innovazione» sta su mille siti, quindi non è di nessuno.
Un sito fermo fa pensare che sia ferma anche l'azienda.
Il sito deve far vedere che qualcuno ci mette mano: date, prodotti, footer. L'evento del 2023 ancora in home dice che nessuno ci guarda da tre anni.
Un blog fermo da anni dice a tutti che hai smesso.
Cadenza vera delle pubblicazioni, doppioni, articoli scaduti. Due articoli sullo stesso tema si fanno concorrenza a vicenda su Google.
Le foto finte vendono un'azienda finta.
Foto vere o stock? Nitide? Nei formati moderni? La stessa foto stock del tuo settore sta anche sul sito del tuo concorrente.
Il cliente straniero che si perde a metà pagina non ti avvisa: chiude.
Le lingue dichiarate sono complete o tradotte a metà? La bandierina inglese che porta a pagine ancora mezze in italiano.
Se Google non ti legge bene, per lui certe tue pagine non esistono.
Indicizzazione, titoli unici, sitemap, dati strutturati: le fondamenta. Due pagine con lo stesso titolo si rubano il posto a vicenda.
Ogni ricerca in cui non ci sei è un cliente che chiama un altro.
Dove esci per il tuo nome e per le ricerche della tua categoria in città, e chi ti sta davanti. Primo per il tuo nome, invisibile per la tua categoria: ti trova solo chi già ti conosce.
Il cliente che arriva all'orario sbagliato lo scrive nelle recensioni.
Profilo Google rivendicato, dati uguali al sito, orari giusti, risposte alle recensioni. Orari sbagliati su Google: gente davanti alla saracinesca abbassata.
Chi chiede all'AI non arriva mai a pagina due: o ti cita, o per lui non esisti.
Chiediamo di te a ChatGPT e all'AI di Google, e guardiamo se nelle tue pagine ci sono fatti da citare. Una pagina che apre coi fatti (chi, dove, da quando) viene citata; una che apre con la poesia no.
Un profilo abbandonato pesa più di un profilo che non c'è.
Le icone social devono portare a profili che esistono ancora. L'ultimo post del 2021, con l'icona in bella vista in home.
Il sito lento paga due volte: i visitatori scappano e Google lo fa scendere.
Tempi da telefono, presi con il metro di Google: caricamento, reattività, stabilità. Ogni secondo di attesa in più, qualcuno molla.
La maggior parte apre dal telefono: se lì il sito zoppica, zoppica per quasi tutti.
Prova vera su smartphone: menu, testi, bottoni, form. Il numero di telefono che sul cellulare non si può toccare per chiamare.
«Sito non sicuro» in rosso, e il cliente è già uscito.
Certificato, protezioni, versioni vecchie visibili da fuori, pagina di login esposta. Il lucchetto barrato in alto: il browser dice «non fidarti» prima ancora che il sito si apra.
L'unica area dove il difetto non costa clienti: costa multe.
Banner cookie a norma, policy raggiungibili, consensi nei form, P.IVA nel footer. Il banner senza un «rifiuta» facile quanto l'«accetta» è irregolare, e si vede subito.
Ogni persona che non riesce a leggere è un cliente che resta fuori.
Testi alternativi, contrasti, navigazione da tastiera. Il grigio chiaro su bianco che di giorno, per strada, non si legge.
Il difetto più caro è invisibile: il cliente ti ha scritto e tu non lo sai.
Proviamo tutti i link uno per uno, e il form di contatto per davvero: parte? arriva? Il form che dice «grazie» e non recapita niente: le richieste cadono nel vuoto da mesi.
Un dominio scaduto spegne sito e mail nello stesso minuto.
Scadenze, DNS, un solo indirizzo canonico, stabilità. www e senza-www che rispondono come due siti diversi si dividono il punteggio.
Ogni clic in più per trovarti è una telefonata in meno.
Telefono, mail, indirizzo e orari a un clic da ogni pagina. Il numero nascosto in fondo alla sola pagina «Contatti», e da nessun'altra parte.
Un sito senza inviti è un depliant: si guarda e si posa.
Ogni pagina chiave deve dire al visitatore cosa fare: chiama, scrivi, prenota. La pagina del prodotto che finisce senza un bottone: bella, e muta.
I carrelli abbandonati non ti avvisano: spariscono e basta.
Carrello e checkout provati fino all'ultimo passo, spedizioni dichiarate prima del pagamento. Il costo di spedizione che spunta solo all'ultimo passo: il carrello muore lì.
Mezzo minuto, poco più se il tuo sito è lento a rispondere.
Sì. Lo rifai quando vuoi, senza lasciare nemmeno un indirizzo.
No. Guardiamo il sito da fuori, come farebbe chiunque lo apra.
Un PDF con la verifica in 25 aree: ogni voto con la sua prova, e le correzioni in ordine di gravità. Lo scrive una persona, non un programma, e ti arriva per posta elettronica entro 48 ore.
Con carta, in una pagina sicura di Stripe. Paghi una volta, niente abbonamento.
Meglio per te! Il checkup resta gratis, e il report serve solo se vuoi guardarci più a fondo.